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dns Pubblicato: AEU DNS Newsroom

Un nuovo formato dati riduce gli archivi RPKI, potenziando la ricerca sulla sicurezza del routing a lungo termine

Un nuovo formato dati riduce gli archivi RPKI, potenziando la ricerca sulla sicurezza del routing a lungo termine

Una nuova rappresentazione compatta dei dati promette di rendere molto più facile archiviare e analizzare l'enorme volume di dati RPKI che aiutano a mantenere il routing Internet al sicuro dai dirottamenti.

Ti sei mai chiesto come fa Internet a sapere come instradare i tuoi dati nel posto giusto? Si affida a una mappa estesa e in continua evoluzione chiamata Border Gateway Protocol (BGP), e come qualsiasi mappa, può essere ingannata. È qui che entra in gioco qualcosa chiamato Resource Public Key Infrastructure (RPKI). Pensalo come un notaio digitale che verifica quali reti sono realmente autorizzate ad annunciare specifici indirizzi IP, prevenendo dirottamenti di rotta dannosi che potrebbero reindirizzare il tuo traffico verso siti web falsi.

Ma mantenere una registrazione storica di tutti quei 'certificati' RPKI e degli oggetti firmati è diventato un grosso grattacapo. Poiché il sistema utilizza una crittografia che si firma e si ricontrolla costantemente, i dati si rimescolano anche quando non cambia nulla. Man mano che sempre più reti adottano RPKI, ora migliaia dei circa 80.000 operatori di rete in tutto il mondo, il volume puro e semplice dei dati di archivio è esploso, rendendo costosa e scomoda l'archiviazione e lo studio.

Per risolvere questo problema, il ricercatore Job Snijders e i suoi colleghi hanno proposto una soluzione intelligente nell'ambito del processo di standardizzazione della Internet Engineering Task Force (IETF). La loro soluzione, chiamata Canonical Cache Representation (CCR) e un modello di dati complementare RPKI Spool, elimina tutto il rimescolamento ridondante. Ripacchetta le informazioni essenziali validati utilizzando tecnologie consolidate come ASN.1 per la codifica binaria, alberi Merkle per controlli di integrità compatti e compressione zstd. Il risultato è un archivio notevolmente più piccolo e più comprimibile che rimane veloce da elaborare e condividere.

Per l'utente Internet medio, questo potrebbe sembrare un dettaglio tecnico profondo, ma ha un impatto nel mondo reale. Un archivio RPKI più leggero e più sostenibile significa che i ricercatori e i difensori di rete possono monitorare meglio la salute del routing nel tempo, individuare anomalie e migliorare la sicurezza complessiva della spina dorsale di Internet. È un'infrastruttura silenziosa ma vitale che aiuta a garantire che i siti web che visiti siano davvero quelli che intendevi raggiungere.

Proprio come RPKI protegge i percorsi che i tuoi dati percorrono su Internet, la salvaguardia della tua connessione inizia con un semplice passo: utilizzare un servizio DNS crittografato e incentrato sulla privacy come AEU DNS garantisce che la tua primissima richiesta, la ricerca dell'indirizzo di un sito web, sia protetta da intercettazioni e manipolazioni, aggiungendo un vitale livello di difesa personale.

Come proteggerti

  1. Passa i tuoi dispositivi all'uso di un servizio DNS crittografato (come AEU DNS) per impedire al tuo provider Internet o a chiunque altro di spiare o modificare le tue ricerche di siti web.
  2. Cerca sempre l'icona del lucchetto e 'https://' nella barra degli indirizzi del tuo browser: questo crittografa la tua connessione ai siti web, proteggendoti anche se il routing viene dirottato.
  3. Chiedi al tuo fornitore di servizi Internet o alla società di hosting se usano RPKI per proteggere i loro annunci di rete; più provider lo adottano, più Internet diventa sicura per tutti.
  4. Mantieni aggiornati tutti i tuoi software e dispositivi, poiché gli aggressori sfruttano spesso vecchi bug per creare botnet che possono essere usate per attaccare o impersonare reti.
  5. Prendi in considerazione l'uso di un firewall o di una suite di sicurezza affidabile che monitori le connessioni in uscita per rilevare reindirizzamenti sospetti, che possono essere un segno di attacco al routing.

Fonte: blog.apnic.net

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